Il viaggio in moto da due punti di vista

Passo del Maniva e passo di Crocedomini

Passo del Maniva e passo di Crocedomini in moto, un percorso tutto curve e panorami che termina con un suggestivo fuoristrada, non semplicissimo, ma percorribile anche con maxienduro, e in due in sella e sempre a stomaco pieno: prima tappa Bagolino a mangiare il formaggio Bagòss.

Bagolino, terra di formaggio

All’uscita dell’autostrada Brescia Est sbagliamo subito strada e ce ne accorgiamo moooolti chilometri dopo. Poco male: cogliamo l’occasione per passare per il Lago di Idro e poi a Bagolino, il piccolo paese che dà vita al Bagòss, lo straordinario formaggio prodotto con latte d’alpeggio e zafferano e venduto (quasi) a peso d’oro.

Il motivo? Il latte viene prima filtrato attraverso a rametti e aghi di abete, poi viene aggiunto lo zafferano che gli dà quel suo aroma caratteristico e il tipico colore giallo (foto bagolinoinfo.it). Un presidio Slow Food top del top. E se proprio volete una scusa per farvi venire ancora più fame potete fare una piccola passeggiata nel borgo, magari su per le scale che portano alla chiesa per vedere il panorama della valle.

 

Passo del Maniva e Passo Crocedomini

La strada che da Bagolino porta al Maniva non è di certo tenuta straordinariamente: è stretta, sporca e malconcia fino al giogo che si apre su un piazzale. Diversa invece la SP 345 che tortuosa e veloce si arrampica nei passi Dasdana e Ravenola, per poi concludersi al Passo Crocedomini.

A vederlo su Street View, il panorama dalla parte asfaltata dev’essere fantastico. Troviamo solamente nuvole e freddo (8° C a fine giugno), ed è un vero peccato. Le nubi coprivano completamente la strada e il paesaggio attorno. Diverse per fortuna le condizioni atmosferiche poco più in là, quando inizia la parte sterrata: il sole ci scalda un po’, ma il percorso presenta alcune buche e alcuni tratti di ghiaia grossa (dove stavamo quasi per cadere) e soprattutto mancano le protezioni laterali. D’altronde è una mulattiera, cosa si può pretendere… Il tratto in discesa è piuttosto ripido e va affrontato con un po’ di attenzione in più. Un bel quando d’ora di sudore e di scenari pazzeschi.

Di lì passava un ciclista, eravamo tutti fermi a fotografare la valle sottostante. Ci fa vedere la vecchia base NATO Troposcatter, ormai dismessa, e le enormi antenne paraboliche che rompono l’uniformità del teatro naturale.

Nardo, la Valcamonica delle incisioni rupestri

Avevo promesso all’archeologa che siede dietro di me che un giorno l’avrei portata nella valle famosa per le antiche incisioni rupestri che risalgono addirittura al V millennio a.C. fino ad arrivare all’alto medioevo. Dal Passo di Crocedomini si seguono le indicazioni per Breno e quindi per Nardo, uno dei tanti paesi dell’area Camuna dove trovare un museo e un percorso naturalistico, fattibile in due ore e mezza, per poter ammirare le prime forme d’arte umane. I siti archeologici da visitare sono numerosi, non basterebbero 2-3 giornate.

 

Qui il percorso GPX del Passo del Maniva e del Passo di Crocedomini: siate responsabili e prudenti nell’utilizzare le tracce fornite. Le condizioni dei tratti non asfaltati possono cambiare in funzione delle condizioni meteorologiche. E occhio ai pedoni e ai ciclisti.

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