Il viaggio in moto da due punti di vista

Monte Corno e Asiago in Offroad con maxienduro

“Wow” – ho pensato – “parlano dell’Altopiano di Asiago su una rivista di moto. E soprattutto di maxienduro e offorad. Di solito è un luogo che non vien mai considerato”.

Sul secondo numero della nuova rivista RoadBook (ottobre 2017) c’era un bell’articolo che raccontava proprio delle montagne dove ho passato tanti estati in ferie da bambino, insieme a genitori e nonni. Asiago, e gli immediati dintorni, mi portano sempre alla mente i ricordi di infanzia, quando giocavo al parco giochi con i miei cugini o con mio fratello. E tutte le passeggiate fatte tra i sentieri e le mulattiere, che più di qualche volta portano dritte a vecchi forti e trincee della Grande Guerra.

Una o due volte all’anno ci ritorno nell’Altopiano, così per fare qualche giro poco impegnativo. E quando pensavo di aver girato una gran buona percentuale del territorio mi ritrovo a leggere l’articolo di Dario Tortora e vedere le foto di Totò le Motò, scoprendo di non aver mai battuto una strada sterrata (aperta al traffico), nonostante ci sia passato davanti centinaia di volte.

E fu così che io e quella che siede dietro solitamente, ci siamo avventurati sul Monte Corno, un’alternativa meno trafficata alla salita del Costo (che odio tanto, ci sono troppi fenomeni col ginocchio a terra) e ben più panoramica nei pressi dell’arrivo. L’autunno regala dei colori meravigliosi, il poco traffico ci permette di fermarci qua e là per fate qualche foto e video (per i non veneti, il video sopra è sottotitolato).

La rivista citata (link a fine articolo) mette a disposizione il file gpx, che non sono riuscito a caricare nel navigatore. E così inizia l’odissea: il supporto per lo smartphone è compatibile solo con il dispositivo di mia morosa, non il mio; lassù sulle montagne, tra boschi e valli d’or non c’era copertura di rete per navigare (è una fortuna, finalmente un luogo dove ci si può dimenticare del telefono); la suddetta morosa non voleva affrontare sterrati troppo sterrati; ci siamo fermati la bellezza di 12 volte per imboccare la strada giusta; sempre la stessa morosa ha rotto le scatole perché si ballava troppo e perché ci siamo fermati troppo e perché ha ragione lei, punto.

Dal piazzale di Monte Corno si può scegliere di andare a destra o a sinistra, entrambe le direzioni portano ad Asiago su strade bianche: girando in senso orario la strada diventa da facile a tendenzialmente impegnativa da fare in due in sella. A destra, a occhio nudo si riesce a vedere il monumento al partigiano in memoria dei combattimenti della seconda guerra mondiale. Già, perché questo è un teatro delle due guerre. Poco più sotto la malga Corno, dove è stato inventato il celeberrimo formaggio Asiago. A sinistra invece si procede sull’asfalto per qualche centinaio di metri prima di incontrare un po’ di polvere, e nelle vicinanze si trova anche un cimitero inglese, sempre dei caduti della guerra.

La strada si snoda in direzione del golf club di Asiago, per poi riprendere per 100 metri su asfalto fino ad un bivio che conduce in un bosco che si apre di tanto in tanto su dei prati. Qui, appunto, i sassi sono più smossi e grossi, è un po’ più impegnativa, ma una volta arrivati al culmine il panorama ripaga la fatica. Finito il giro orario si può tornare indietro e imboccare un bivio che conduce fino a Cesuna, costeggiando e attraversando la vecchia ferrovia in uso nei primi del ‘900. Ci siamo fermati a pranzare lungo la strada (ci siamo portati da casa la pizza che avevamo fatto il giorno prima) in un posto grandioso: da lì si vede tutta la provincia di Vicenza, i Colli Brici, gli Euganei, il Monte Pasubio, e anche più lontano se le condizioni meteo lo permettono.

Qui potete trovare il tracciato ridotto gpx (zippato) di cui avete letto sopra, qui la fonte originale (RoadBook Magazine).

Al solito: siate responsabili e prudenti nell’utilizzare le tracce fornite. Le condizioni dei tratti non asfaltati possono cambiare in funzione delle condizioni meteorologiche. E occhio ai pedoni e ai ciclisti.

Maggiori info su Lusiana e Monte Corno qui.

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