Il viaggio in moto da due punti di vista

Istria in moto

No, questa non è una guida alle spiagge più belle. Se vi interessa visitare l’Istria prendetevi una moto e scoprite il cuore della regione. E sì, l’Istria ha anche una strada costiera priva di traffico e piena di curve. I periodi ideali per girare in moto in Istria sono maggio, giugno e settembre. Noi abbiamo approfittato del ponte del 25 aprile e la scelta si è rivelata azzeccata. Pochissimi turisti, traffico quasi assente, temperatura perfetta.

Panorama da Fianona, Croazia

Costa est, quasi come la Sardegna
Ho detto quasi, non fraintendetemi. Certo che però la vegetazione mediterranea (e poco adriatica), l’asfalto buono e decine di chilometri di curve sul mare possono confondere. L’itinerario che abbiamo percorso parte da Pola e finisce ad Abbazia (Opatija), per due ore di natura incontaminata, boschi che lasciano lo spazio ad ampi prati e colture in un saliscendi mai difficile, fino ad incontrare il fiordo di Plomin. E che lascia subito il posto al mare: la vera costa inizia da un piazzale/parcheggio di un hotel che si trova a Fianona, nome anche della struttura ricettiva posta proprio sulla curva a picco sull’Adriatico, e da dove si può ammirare tutta la bellezza del paesaggio con vista sull’isola di Cres. Il tratto in discesa è largo e corre in un zigzag di curve fino ad arrivare nella ricca cittadina del Golfo del Quarnero. A pochi chilometri c’è Rijeka, ma non è il nostro caso.

Il cuore dell’Istria
Si ama o si odia, non ci sono vie di mezzo: ci sono solo montagne, rocce, boschi e strade strette. Da Abbazia, alcuni tratti di strada salgono sul Vojak (Monte Maggiore, 1394 mslm) con pendenze che arrivano al 17% facendo dimenticare ben presto le dolci curve sul mare: salite alternate a discese e curve improvvise da affrontare con un bel po’ di concentrazione. Dopo 20 km non ne potevo più: la moto a pieno carico di certo non aiuto ad affrontare un percorso del genere. Ma d’un tratto si fa tutto più semplice, compare una piccola via al di sopra dell’autostrada per poi diventare un’arteria principale dove si possono incrociare i piccoli borghi medievali perfettamente conservati e abitati. Qui i paesini sono tutti così, conteranno al massimo 200 anime, sindaco, farmacista e prete compresi. Ma parliamo di cose serie: il cibo.

Buzet, Croazia

Fermatevi a Buzet dove la specialità è il tartufo (noi abbiamo mangiato formaggi e salumi locali e una zuppa di tartufo, per finire con il gelato al tartufo, all’hotel Vela Vrata) e se ne avete il coraggio poi avventurarvi con la moto nelle minuscole vie, lastricate di pietra lucidata dal tempo (saìze), del minuscolo borgo arroccato sulla collina. Sconsigliato a moto puramente stradali (guardate il video).

Da lì prendiamo la lunga e diritta strada che porta a Groznjan e a Buje. La prima è una città di artisti, meta imperdibile: si tratta di un importante castelliere preistorico per poi apparire nella sua forma attuale grazie al dominio della repubblica di Venezia. È un borgo che fa sognare, ci siamo ritrovati immersi in un altro tempo tra i viottoli decorati con installazioni degli artisti locali, che durante il periodo estivo espongono e vendono la loro arte. Ma la cosa più bella sono alcune persone che parlano il dialetto locale, un misto tra dialetto veneto e slavo/croato con alcuni accenti triestini. Favoloso. Ma questa cosa l’avevamo già trovata qualche tempo fa a Buje: ci fermiamo per comprare qualcosa da portare a casa per cena e per fare quattro chiacchiere con qualcuno del posto.

Questa è la mappa della strada che abbiamo fatto noi. Buon divertimento. E ricordatevi di fare benzina prima di partire…

Park Kažuna, Croazia

Un’altra curiosa è il Park Kažuna, a Vodnjan: il parco è stato creato per preservare la costruzione specifica di questa tipica struttura in pietra. Il Kažun è un edificio con una pianta rotonda, un tetto conico e consiste in una sola stanza, ricorda un po’ i trulli.

Costa ovest, quella delle spiagge tanto amate
Se volete qualche info sulle spiagge Istriane questo è il sito sbagliato. Noi siamo allergici alla sabbia e al sole. E soprattutto non abbiamo gli pneumatici adatti per andare sulla sabbia.

Ci siamo quindi limitati a visitare velocemente le Saline di Sicciole in Slovenia e i centri delle cittadine, partendo da Umago per poi dirigerci a Parenzo (dove ahinoi, con grande dispiacere, non abbiamo trovato la celeberrima “mula“), quindi Rovigno e Pola. Al solito, per reperire tutte le info turistiche potete cercare su Google, i siti sono tanti, io posso solo consigliarvi vivamente i vivaci centri storici di Parenzo con la sua passeggiata sul mare fuori dalle mura. E soprattutto Rovigno, un bellissimo paese con dolci pendenze sulle quali passeggiare; c’è la possibilità anche di fare un breve tour in barca. A Pola c’è un piccolissimo centro storico che non siamo riusciti a visitare, nelle vicinanze del Tempio di Augusto. Poco lontano c’è l’anfiteatro romano. Il museo archeologico invece è chiuso da tre anni per lavori di ristrutturazione.

E per gli amanti della natura e dei panorami consiglio di puntare verso l’estremo lembo meridionale, a Premantura si trova un’oasi (con ingresso a pagamento) transitabile con i mezzi a motore: nel Kamenjak National Park, vi aspetta un reticolo di strade bianche che separa la profumata vegetazione spontanea che arriva fino al mare.

Tartufo, olio con tartufo, formaggio con tartufo, tartufo con tartufo
E anche i salumi con tartufo: di certo qui i tartufi non mancano. Ma per assaporare veramente i piatti locali dovete spostarvi verso il centro della regione (vedi sopra). Oppure fermarvi in qualche kanoba (trattoria) dove vedete i grill posti a pochi centimetri dalla strada – alla faccia dell’haccp -, con il profumo inebriante di maialino arrosto. O nei piccoli ristoranti dove si sono al massimo 5 o 6 tavoli, quelli dove vanno a mangiare i muratori locali a mezzogiorno: vi aspettano ćevapčići al formaggio o con la pancetta e pane riscaldato sulla griglia. Oppure fermatevi dove vendono i formaggi e i salumi fatti in casa, come si faceva qui una volta. Il prosciutto crudo istriano è delizioso, dolcissimo. E la stagionatura domestica fa proprio la differenza, provare per credere.

E le strade?
Ah ah ah, mi vien da ridere… Ci sono cantieri aperti un po’ dappertutto, segnalati male e a volte vi faranno rimpiangere le nostre care buche sull’asfalto italiano. Se volete raccontare qualcosa di eroico ai vostri amici fate le strade normali, se preferite un viaggio noioso prendete l’autostrada, che tanto costa poco: l’intera tratta da nord a sud costa 41 kune (poco più di 5 euri).

E come dicono i locali: se vedemo!

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