Il viaggio in moto da due punti di vista

Terre Umbre

Ho sperato fino all’ultimo momento di avere il meteo a mio favore, ma stavolta sono costretto a scegliere l’auto. Peccato, perché l’Umbria si presta bene per essere girata totalmente in moto, data la sua conformazione collinare: le strade sono sostanzialmente in buone condizioni e i panorami delle cittadine che sembrano essere uscite dagli affreschi tardo-medievali rendono il viaggio sicuramente indimenticabile.

Le tappe sono tante, e sono tutte obbligatorie (e chiaramente in luoghi turistici). Non mi dilungo nelle solite descrizioni dei punti di interesse, esiste già Trip Advisor che per questo scopo funziona bene, io mi limiterò a raccontarvi alcune sensazioni.

Giorno 1
Partenza da casa piuttosto presto, ci aspettano più di 400 km ma in poco più di 4 ore siamo a Gubbio. Noi della Pianura Padana non siamo abituati a parcheggiare le auto in salita/discesa ma ben presto capiamo che per quei giorni dovremo abituarci alla viabilità locale, che di pianeggiante non ha proprio nulla. Ma proprio proprio nulla. Appena scesi dall’auto, parcheggiata con inclinazioni che sfidano la forza di gravità, abbiamo trovato un sacco di gente che faceva festa: abbiamo beccato il giorno della Festa dei Ceri (qui un video che ho trovato). Bella, un sacco di bandiere colorate, e un sacco di bambini che con il loro piccolo trofeo imitano i fratelli e genitori che ne alzano uno ben più importante. Ma ci dedichiamo subito all’enogastronomia locale: affettati di cinghiale accompagnati dalla tradizionale torta al testo, primi piatti a base di pomodori, funghi e basilico. La torta però, non è quella autentica che un mio grande amico cantante mi ha fatto provare in un’altra occasione. Nella città egubina, c’è Don Matteo (che avevo incontrato qualche anno fa, quando stavano girando la prima serie), il duomo, e la piazza e bla bla bla.

La seconda e ultima tappa del giorno è Trevi, capitale dell’olio con oltre 35000 olivi, dove abbiamo alloggiato in un bell’appartamento. Dobbiamo fare in fretta a portarci in camera tutti i bagagli, le nuvole son cariche di pioggia.

 

Giorno 2
Dopo la pioggia torrenziale della notte, e con il tempo che ancora non ci vuole lasciare tregua, decidiamo di fare poca strada e di fermarci a visitare luoghi dove sia facie trovare riparo dalla pioggia incombente. Una volta sceso dove ho lasciato l’auto, però mi accorgo di aver lasciato aperti i finestrini con il conseguente “allagamento” dell’abitacolo: tra tutte le furie e le prese in giro da parte di Zavorrina, cerchiamo invano una carrozzeria che ci possa prestare un fon industriale, per eliminare l’acqua almeno dai sedili, ma ci dobbiamo accontentare degli aspiratutto di un autolavaggio. Fortunatamente la soluzione sembra funzionare…

Con un bel ritardo sulla tabella di marcia, arriviamo a Spoleto in una manciata di minuti ma tempo di trovare parcheggio ed è già ora di pranzo. Oggi ci accontentiamo di 2 focacce in un panificio. Dopo pranzo visitiamo il museo archeologico, il centro storico con il bellissimo duomo, e il perimetro dell’enorme castello, da dove ammiriamo l’imponente ponte romano che attraversa la valle. Per visitare quest’opera dobbiamo prendere l’auto e fare qualche km. Assolutamente da attraversare, merita.

Esce il sole, e ne approfittiamo per ammirare le Cascate delle Marmore: il biglietto è caro, ma lo spettacolo è garantito! Occhio però, all’orario di apertura delle cascate: essendo artificiali (le hanno costruite i romani), hanno un timing ben preciso. Ci sono 2 tappe da fare, volendo anche a piedi: le cascate superiori e quelle inferiori. La panoramica più bella si ha chiaramente da sotto. Qui il sito ufficiale.

E intanto arriva anche la pioggia:  una colonna d’acqua ci insegue minacciosa e facciamo in tempo a fare un giro a Narni, piccolo borgo buio e medievale. Molto bello, ma ecco la pioggia che ci costringe a tornare a casa.

Rientriamo tardi e non facciamo in tempo a far la spesa, e decidiamo di concederci uno dei ristoranti presenti a Trevi, e dopo tante indecisioni optiamo per l’Osteria La Vecchia Posta: degustazione con bruschette all’olio, al patè di olive, al patè di fegato e classica con pomodoro e basilico + affettati di cinghiale accompagnati da formaggi di pecora + insalata di farro basilico e pomodoro + patate al cartoccio con lardo + uovo di quaglia con tartufo. Affogato da un ottimo vino della casa.

 

Giorno 3
Il sole comincia a essere dalla nostra parte, e dopo la verifica del tasso di umidità dei sedili della povera auto (*), andiamo alla ricerca della Sibilla, questa figura della mitologia che dà. Rifacciamo la strada di ieri, deviando ad un certo punto verso la salita che porta ai 1300 metri slm della famosa Piana di Castelluccio: uno dei luoghi più belli che io abbia mai visto, una distesa di campi che al momento giusto (ed è ogni anno un terno al lotto) regalano sfumature di tanti colori, quanti sono i fiori presenti. Rinomate sono anche formaggi di pecora e lenticchie, per non parlare del tarufo, dell’olio e salumi di cinghiale che si possono acquistare nelle norcinerie a pochi chilometri di distanza, nella città di San Benedetto: Norcia.

Le solite opere quali piazza, duomo, statuadisanbenedetto, teatro, e i bla bla bla vari passano in secondo piano rispetto ai profumi che escono da quelle tante botteghe mi attirano come Obelix verso la pozione di Panoramix. E fatalità, siamo arrivati all’ora di pranzo: panini con prosciutto di norcia e pecorino + spesa di formaggi e salumi da portare a casa, tra cui la ricotta salata, il miele allo zafferano e il farro.

Tornando, ci fermiamo a Foligno, bella cittadina con le case, i palazzi, e altri eccetera. Degno di nota il take away indiano di una via laterale, dove ci approvvigioniamo per la serata.

 

Giorno 4
L’ultimo giorno di permanenza, lo usiamo per la meta più turistica di tutte, e in poco tempo siamo ad Assisi. Si, solite robe anche qui, sempre tanta gente, forse troppa. Santa Chiara e poi la piazza e la basilica di San Francesco. Quest’ultima è sempre pazzesca ogni volta che la vedo, soprattutto la basilica inferiore e gli affreschi, peccato appunto l’ammassamento di troppi turisti che fanno chiasso e che “dissacrano” quel luogo. Peccato.

La tappa successiva, è frutto di un’altro post che ho letto qualche tempo prima: il micro birrificio artigianale (che ho scoperto qui) che si trova vicino a Nocera Umbra, dal quale esco ubriaco dopo aver “degustato” un paio di birre e con 2 scatoloni di bottiglie… Si tratta del Monastero di San Biagio, che nel 1333 ha raggiunto il suo massimo splendore in un luogo incantato perso nelle colline umbre, raggiungibile attraverso una strada sterrata di qualche km.  Maledizione a me a tutto a quello che è buono da bere e da mangiare!

Rientriamo prestissimo, giusto in tempo per affrontare le terribili e strettissime salite di Trevi: non riesco ancora a credere come ci passino le auto. A piedi ci abbiamo messo 45 minuti in salita e 20 per scendere. Pazzesco.

 

Giorno 5
Si riparte per tornare a casa, ma prima ci fermiamo a San Marino…

 

Però, cavolo, a conti fatti si poteva fare il giro dell’Umbria in moto. Dovrò tornarci.

 

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