Il viaggio in moto da due punti di vista

Strada della Forra

A. mi odierà. In questo giro aveva fatto molte foto e invece io ne ho postate pochissime, il che è un vero peccato, perché la giornata era bella come poche, con un bel sole caldo e aria nuova di primavera. 

Due i motivi del giro:

  1. lo statore della V-Strom mi aveva abbandonato proprio a Desenzano, propio il giorno che volevo fare sta famosa strada; dovevo terminare quello che avevo iniziato.
  2. testare il nuovo kit di bauletti e il tagliando (dopo il rodaggio) fatto il giorno precedente

Partiti in tarda mattinata (ore 11.00), dopo aver fissato le ultime viti della piastra del bauletto posteriore, abbiamo percorso l’autostrada fino a Desenzano per poi fermarci a pranzare in un triste parcheggio ai piedi dei monti.

I nuovi bauletti si sono rivelati molto utili in questo frangente, non solo per la capienza, ma anche per il fatto che essendo di forma quadrangolare offrono un ottimo piano di appoggio, sia per metterci casco e vestiario, sia per poterci pranzare letteralmente sopra, a mo’ di tavolino per il pic-nic (ci manca solamente un bel tagliere in legno, per tagliarci il salame)!

Dopo il brunch ci rimettiamo in sella procedendo spediti lungo la Gardesana Occidentale, e, nel mentre, A. sperimenta le sue doti di fotografa, cercando di immortalare il paesaggio dominato dalla montagna innevata che sovrasta il lago: il Baldo è sfumato alla base, grazie alla foschia del lago, sembra la versione italiana del Fuji-ama (quindi Baldo-ama).

Giunti in prossimità di Limone, nascosta dietro a una delle tante curve, si scorge la Strada della Forra che, piuttosto stretta, inizia poco a poco a salire ed ad addentrarsi nelle montagne, in direzione Tremosine; il luogo più suggestivo è sicuramente a metà percorso, dove la via si stringe e diventa a senso unico alternato, serrata da alte pareti di roccia e dove compaiono in sequenza gallerie e ponti. Straordinario, tanto quanto il panorama che si gode nel primo tratto di salita, a picco sul lago di Garda. Qui è stato girato anche uno dei film di 007. Nel sito ufficiale maggiori infoPer noi l’occasione è perfetta per testare anche l’agilità della moto con le valigie montate, su strade strette e trafficate.

È molto difficile trovare un posto dove potersi fermare per scattare alcune foto, A. tenta l’impossibile on-board, ma le foto son risultate tutte troppo mosse, salvo quelle pubblicate. Proviamo a rifare la strada dell’andata per scattare qualche foto, ma il risultato cambia poco. Tristi e sconfortati, ci dirigiamo quindi nel traffico di Riva del Garda, per poi salire a Rovereto e quindi a far la mitica strada del Pian delle Fugazze e le sue millemila curve.

Qui troviamo la neve, oltre i mille metri, quindi dopo aver scattato alcune foto al Monte Pasubio innevato ed aver fatto merenda con un toast di consolazione all’interno del bar/rifugio, ce ne ritorniamo a casa con 400 km in più.

 

P.S: Questo post è stato scritto a 4 mani.

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