Il viaggio in moto da due punti di vista

Il sesto solito resoconto

Non volevo nemmeno farlo il resoconto quest’anno. E non so perché lo sto facendo. Tu chiamale se vuoi, tradizioni.

Mi sono accorto di aver lasciato da parte troppe cose belle, per dedicarmi troppo a quelle brutte; gli impegni (lavorativi) mi hanno consumato a tal punto da abbandonare la moto in garage per mesi tanto è la stanchezza accumulata. Ho bisogno di dormire, o almeno di riposare un po’. E capita anche nei giorni di sole che la forza di gravità esercitata dal divano è di gran lunga maggiore del bisogno di sovrastare pensieri e malumori a suon di acceleratore. E poi ho perso le viti che tengono ferma la sella dietro, che per recuperarle ho smontato metà moto perdendo quindi altre due clip di plastica, che sono finite in quel vano oscuro posizionato dietro la batteria, sotto alle centraline, sopra al parafango dietro. In totale 5, perché una vite l’avevo proprio sostituita, l’altra la tengo per ricordo sul comodino di fianco al letto. E poi ero… rimasto senza benzina. Avevo una gomma a terra. Non avevo i soldi per prendere il taxi. La tintoria non mi aveva portato il tight. C’era il funerale di mia madre! Era crollata la casa! C’è stato un terremoto! Una tremenda inondazione! Le cavallette! Non è stata colpa mia! Lo giuro su Dio!

Sono rientrato qui nel blog e ho visto che avevo pure iniziato a scrivere qualcosa sull’ultima gita fuori porta (e fuoristrada) su un tracciato scoperto grazie ad una nuova rivista. Ma non ho mai finito nemmeno la prima frase. Ma ho fatto un video che ho messo per ora qui sulla mia pagina Facebook. Forse un giorno scriverò qualcosa.

E sono talmente stanco e consumato dalla routine che stavolta non voglio nemmeno fare il solito elenco puntato di promesse vane.

E no, non ci sono stati sviluppi sull’incidente di febbraio.

 

Una cosa buona però l’ho fatta: dopo tanti anni ho ricominciato a leggere qualche libro e ho spento la tv. Ho ricominciato anche a strimpellare qualche accordo, forse un giorno troverò qualcuno con cui rimettermi a suonare insieme decentemente. Intanto penso all’anno che verrà.

Mi piacerebbe andare chissà dove, in un tempo senza tempo.

 

 

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