Il viaggio in moto da due punti di vista

Il quinto solito resoconto

5 soliti resoconti, 5 anni di blog, 5 anni di crescita.

Si inizia pian piano con poche idee e ben confuse, poi si aggiusta il tiro in corsa, e lo si riaggiusta ancora e ancora e ancora.

Ed è così che quest’anno ho abbandonato il vecchio “infiammabile” per passare a “dueinsella”. Due come le persone che dovevano scrivere qui, anche se in realtà non è cambiato nulla, son sempre e solo io a popolare questo spazio. Non pensate male, siamo sempre i soliti due a girare in moto: la morosa si occupa di foto e video onboard!

Sono cambiati però i numeri su Google Analytics, ora son molte di più le persone che seguono le baggianate che scrivo e rimangono più a lungo a leggerle.

Son cambiate le idee, è cambiata la forma fisica, ho cambiato la moto:
la mente è più appagata, il corpo risente sempre più delle fatiche, la moto mi aiuta a fare più strada e in modo più sicuro. Mai avrei pensato di arrivare a Sarajevo e di sconfinare in Montenegro: è poco rispetto ai veri viaggi che compiono alcune persone che ammiro e invidio da tempo, ma per me è stata una conquista.
Sono una persona semplice, qualche volta umile, mi basta poco per essere contento.

Finisco ufficialmente l’anno motociclistico il giorno prima di Natale, con un giro tra l’asfalto e i sassi dei Colli Euganei, per finire a bere del (vin) brulè in compagnia.

 

E con il 2016 se ne vanno anche i pneumatici di primo equipaggiamento che monta l’Africa Twin, i tanto discussi Dunlop D610, una vera schifezza: sull’asciutto, senza controllo di trazione la moto tende a far scappare il retro, sul bagnato si ha la sensazione di cadere ad ogni curva e di scivolare anche sul dritto (anche se è stato dimostrato che sono affidabili, qui trovate l’articolo della rivista Motociclismo racconta dei test effettuati).

Superati i 10.000 km le cose peggiorano di brutto, tanto che sull’asciutto diventa difficile fare un tornante, e sul bagnato si accende di continuo la spia del traction control (impostata al massimo livello) ad ogni accelerazione, o l’abs ad ogni frenata.

Sto pensando di acquistare qualcosa di più adatto al fuoristrada, ma per poter montare un pneumatico adatto (con sigla M+S) però ci vuole il nulla osta da Honda, e la modifica del libretto di circolazione (e collaudo) da parte della Motorizzazione Civile.

 

Sempre più spesso mi perdo nei miei pensieri leggendo i racconti di viaggi, e immaginando di poter visitare quei luoghi “lontani”. Ogni anno io e Ambra ci siamo spinti sempre più in là, per vedere con i nostri occhi quello che gli altri raccontano.

Dopo gli 11 mila chilometri di quest’anno, provo a compilare l’ennesima lista di giri da fare nel 2017 (depennando ovviamenti gli “obiettivi “raggiunti). In ordine di priorità:

  • La mitica “Eroica” in Toscana (son 3 anni che dico di farla…)
  • Colle del Sommeiller, Col du Jandri (con la povera V-strom me li potevo solo sognare…)
  • Finlandia (precisamente Helsinki da amici, poi se avanzano due soldi andiamo a Capo Nord)
  • Albania
  • Svizzera (i passi che mi mancano…)
  • Corsica
  • Cinque Terre / Massa e Carrara
  • Francia (Costa Azzurra e Provenza)

Direi che per ora bastano, ma via via improvviserò come sempre. Lavoro, morosa, e tempo (non il meteo) permettendo.

 

Si è fatta una certa, ora devo dare le crocchette alle gatte. Si, una sola belva in casa non mi bastava.
Buon 2017

 

 

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