Il viaggio in moto da due punti di vista

Passo Vezzena e la neve

Dopo l’anomalo caldo di questo autunno, finalmente arriva il freddo: quest’anno l’ho desiderato particolarmente e non mi era mai successo prima. Sarà forse per il desiderio di vedere le montagne innevate e di poter fare un giro tra quei paesaggi bianchi.

Anche stavolta opto per un giro poco impegnativo e già sperimentato in queste condizioni: non si scherza con il ghiaccio sulla strada ed è meglio conoscere bene il tracciato che si va ad affrontare. In questi casi è molto utile sapere anche quali sono le parti in ombra, per prevedere le eventuali formazioni di ghiaccio. In ogni caso si va molto piano ovunque. L’occasione è ghiotta anche per testare i due ultimi acquisti (i faretti Givi e gli stivali alti).

Fortunatamente in tutto il percorso trovo pochissimo ghiaino, in compenso però il freddo è veramente tanto da costringermi a fermarmi un paio di volte per scaldarmi le mani. Avevo pensato di montare le manopole riscaldate, ma ho presto rinunciato per mancanza di liquidità… e poi visto il periodo, magari me le regalerà Babbo Natale. Al massimo acquisterò i guanti riscaldabili in qualche negozio di abbigliamento invernale.

Lungo la strada il freddo aumenta nelle zone d’ombra che cominciano lungo il fiume Astico, seguendo la direzione di Lastebasse; arrivato a Lavarone la neve si fa sempre più presente ai bordi delle strade fino ad arrivare ai 40 cm a quota 1400 mslm, sul Passo Vezzena. Gli impianti da sci sono ancora chiusi, ma ci sono molte famiglie che passeggiano lungo i sentieri ormai invisibili.

Ah, già, altra cosa importante: son partito da casa alle 11 con la temperatura più “calde” della giornata, e chiaramente per mangiare qualcosina di buono. Sul Passo Vezzena le possibilità sono 3, di cui una sconsigliata (l’hotel), una la devo ancora testare e l’altra è la Baita del Verle: una baita carina con pochi coperti, con un servizio molto veloce; io ho mangiato 3 canederli molto buoni ai funghi, allo speck e agli spinaci, e vedevo; il mio vicino di tavolo ha ordinato una fonduta di formaggi con affettati che mi ispirava molto e che assaggierò la prossima volta. E la prossima volta non sarà in inverno, il fondo stradale era completamente ghiacciato…

La discesa di 19 chilometri che porta ad Asiago è un po’ sconnessa ed alcuni tratti sono ghiacciati, la lentezza però mi concede di dare qualche sguardo fugace al sottobosco e alle sponde innevate del torrente che corre lungo la strada. Man mano che si scende, la neve scompare, fino ad arrivare sulla Strada del Costo per lasciare spazio ai pistaioli irriducibili che incontro prima dell’ultimo tornante. Lì mi fermo ad ammirare la valle che si conclude ai piedi dei Colli Euganei, tra una leggera velatura di nebbia.

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