Il viaggio in moto da due punti di vista

Passo della Borcola

Finalmente sabato, finalmente il sole, finalmente mi faccio un giro. Da solo.

Il solito collega ciclista, un giorno entra in ufficio da me, una volta al mattino ed un’altra nel tardo pomeriggio insistendo nel farmi guardare le foto e la mappa del Passo della Borcola. Si ferma da me per più di 10 minuti per parlarmene, e dice che è un posto bellissimo. “Vai su per Po-Po-Posina”, balbettava.

A distanza di qualche settimana, quella pulce nell’orecchio cominciava a darmi seriamente fastidio: dopo il #kebabcontutto tipico del venerdì notte, dormo fino a tardi il mattino seguente e quando mi sveglio, mi sveglio. Alla fine son partito alle 11 da casa, tanto il giro è breve.

Posina, un luogo che si è fermato nel tempo, come del resto tanti altri paesi limitrofi che hanno goduto dello splendore massimo egli anni 80 e ora stanno via via scomparendo. Mi ci portavano da molto piccolo per le tipiche scampagnate domenicali, a bordo di una 127 con il bagagliaio pieno di cianfrusaglie, tavolini e sedie e tutto l’occorrente per sfamare una famiglia affamata. Ad un tratto vedo un insegna di una piccola bottega di alimentari: la signora mi prepara “un panin con la sopressa” e intanto mi prendo una lattina di chinotto. Pranzo in solitudine perfetto per un posto malinconicamente incantato, anche per ridefinire alcune priorità personali che al momento mi stanno facendo impazzire.

Poi su per i 19 tornanti che portano al Passo della Borcola, attraversando il massiccio del Pasubio. Foto fugaci dell’unica malga presente, immersa nel verde, tra le mucche. Poi giù per le strade strette, per poi giungere nella provinciale ben asfaltata che porta a Folgaria. Le strade trentine sono sempre così perfette, senza mai ghiaino e sempre asfaltate da dio. Oggi si va forte.

Si va forte fino alle strade venete: appena di varca il confine regionale è un disastro, pieno di buche, ghiaino e sassi che sono scivolati tra una frana e l’altra. Rallento e mi godo lo spettacolo offerto dal Passo Coe, scendendo in direzione di Tonezza del Cimone.

Alle 15 sono già a casa di A. Si torna sempre a casa prima o poi, e anche per oggi le priorità dovranno aspettare.

 



 

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