Il viaggio in moto da due punti di vista

Passo Campogrosso

Quel mio solito collega, che qualche tempo fa mi ha fatto scoprire il Passo della Borcola, è da un po’ di tempo che mi ripete di andare a Merendaore (VI), sul passo Campogrosso.

È una sfida tra me e lui ormai, a chi ha raggiunto le strade più alte o valicato più passi. Lui però, li fa a colpi di pedali e sudore, e non è più un giovanotto.

Dopo l’ennesimo sollecito, sabato mattina di buonora siamo partiti alla volta di questo luogo: la strada che raggiunge quasi i 1500 metri è strettina ma non strettissima, ed è tenuta sostanzialmente bene, permette di raggiungere un rifugio per poi interrompersi a causa di una frana. Da lì si potrebbero raggiungere l’ossario del Pasubio da una parte, e alla Vallarsa – Pian delle Fugazze dall’altra.

La prima è impraticabile anche a piedi, e a detta degli indigeni stanno costruendo un ponte di corda; per percorrere la seconda ci vuole un permesso speciale da parte del comune di Recoaro Terme: ovviamente non l’abbiamo percorsa, l’agente della Polizia Municipale sempre presente in Vallarsa è fin troppo ligio al suo dovere. Meglio non rischiare.

A parte ciò, volevo soffermarmi sulla “vicenda del giorno”: mentre eravamo fermi dal benzinaio, un motociclista su una Cagiva Cruiser 125 vede la mia moto e mi fa un sacco di domande inerenti all’Africa Twin (niente di nuovo), e mi consiglia di andare a vedere il panorama sul passo Campogrosso. Ci salutiamo e lui riparte spedito, noi un po’ meno. Pochi chilometri dopo, mentre lui stava già scendendo, lo incrociamo per strada e ci fa segno di fermarci, e mentre fa inversione e ci chiede di seguirlo: “Venite con me, vi porto a vedere il panorama. Il posto non è facile da raggiungere”.pan_campogrosso2Stupiti di tanta disponibilità e amore per il suo territorio, ci porta proprio nel punto più alto raggiungibile, ci spiega i nomi delle vette e ci racconta qualche curiosità. Lo ringraziamo e lui ribatte con un sorriso e con un semplice “Tra motociclisti…” come voler dire che è un dovere aiutare un “fratello”.

Beh, caro fratello motoiclista, ti ringraziamo per le dritte. Il panorama era davvero unico! Spero che tu un giorno possa leggere queste poche righe e possa vedere le foto che ho scattato. Da lassù si vedevano i Colli Euganei, i Berici e il Mare Adriatico.
Francesco

 

Immancabilmente, nel rifugio poco lontano, abbiamo assaggiato gli “gnochi con la fioreta”: in provincia di Vicenza, o meglio a Recoaro/Valdagno si chiamano così; in Lessinia (VR) invece si trovano con il nome di “gnochi sbatui” o “gnochi di malga”.

 

PS. Visto che volevamo provare la nuova videocamera, abbiamo fatto anche un video di tutto ciò. Con l’aggiunta di alcune immagini della vicina “Montagna Spaccata”, sulla strada che porta a Recoaro 1000.

 

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