Il viaggio in moto da due punti di vista

Monte Baldo e Lago di Garda

C’eravamo già passati l’anno scorso sul Monte Baldo, ma non avevamo percorso tutte le strade e non avevamo fatto in tempo a salire sulla cima, a causa del primo freddo di settembre e del maltempo che minacciava un brutto temporale. Stavolta invece siamo riusciti ad indovinare un pomeriggio di sole, raro in quest’estate troppo piovosa.Per salire sul Baldo (detto anche Giardino d’Europa data la vastità di specie floreali che si possono incontrare) ci sono più strade, e la prima volta avevamo fatto il percorso principale da sud a nord, che parte da Caprino Veronese, passa per Ferrara di Monte Baldo e che conduce alla provincia di Trento, fino a Mori (a pochi chilometri da Rovereto). Stavolta invece abbiamo attraversato la Val d’Adige, costeggiando il fiume (e l’autostrada) e i tanti vigneti, fino ad Avio da dove comincia la ripida salita durante la quale intravvediamo delle piccole piramidi di terra, molto simili alle Piramidi di Segonzano, e a pochi km, proseguendo sulla strada principale, anche la piccola diga che prende il nome di Lago Pra della Stua. Poco prima della diga, sulla sinistra, c’è un bivio che porta direttamente al rifugio da dove parte la seggiovia: noi abbiamo percorso la strada principale in direzione San Valentino, per poi girare a sinistra all’ultimo incrocio, seguendo le indicazioni per Madonna della Neve: la strada è piuttosto stretta, si deve prestare particolarmente attenzione alle macchine che giungono dal senso opposto. Questa via l’avevamo già percorsa al contrario, è difficile ma bella dal punto di vista panoramico. Lungo il percorso si trova anche il piccolo hotel/bar “Bocca di Navene”, che offre una terrazza esterna dalla quale si può vedere il lago di Garda.

Proseguendo verso sud, si arriva in pochi minuti nel piazzale da dove parte la seggiovia, che con soli 5 € porta alla cima del Baldo (e viceversa) in 10 minuti: una tappa obbligatoria per tutti: da lì si vede il lago di Garda dall’alto, una figata! Domenica, quando siamo andati noi, c’era molta afa, e a causa di questa si andavano a formare molte nuvole che risalivano lungo la montagna per poi riversarsi in cielo. Magnifico. E se le si sanno cogliere, queste condizioni atmosferiche aiutano anche nella composizione fotografica.

Poco lontano dall’arrivo della seggiovia, si vede la funivia che porta giù a Malcesine, sulle rive del lago, e poco più in là c’è anche l’allevamento di Alpaca, che anche stavolta non riusciamo a vedere: siamo arrivati giusto in tempo per respirare un quarto d’ora l’aria fresca, prima che chiudessero gli impianti di risalita. Non c’è 2 senza 3.

Immancabili foto di rito, e poi via verso la pianura e l’afa di casa.

 

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