Il viaggio in moto da due punti di vista

Una gita nel vento

Sembrava di essere tra le nuvole, nel vento.

La bella scoperta dei Lessini è avvenuta solamente quest’anno. Non molto lontana da casa, la Lessinia era una meta che non avevo mai considerato ma che ho scoperto grazie ad una trasmissione televisiva in una rete locale veneta, e grazie al suo bravo conduttore. Il territorio si presenta subito diverso da quello che si è abituati a vedere in Veneto, dove ancora l’intervento industriale sembra non esistere minimamente: malghe, pascoli e natura sono i veri protagonisti del Parco Regionale che si estende nelle province di Verona e Vicenza per più di 10000 ettari.

Questa volta le mete sono solamente una paio. I 1600 metri s.l.m della Malga Lessinia si raggiungono passando per Erbezzo in direzione Passo delle Fittanze, dove ci aspetta un buon tratto di strada sterrata: ad aspettarci però ci sono gli gnocchi di malga (un piatto poverissimo della tradizione della Valpollicella, sono fatti solo con acqua e farina) affogati nel burro e nel Monte Veronese DOP. Uno spettacolo, specie se accompagnati da una birra artigianale e dal panorama che si vede.

Dopo pranzo, nella via del ritorno, la pala eolica che si vede da lontano, accende sempre di più la curiosità mia e di A. Dopo una svolta a sinistra, passato Velo Veronese in direzione Verona, la pala si fa sempre più grande: dopo qualche tornate stresso arriviamo a Badia Calvena, un luogo dominato da quell’elica gigantesca. Parcheggiamo la moto e a piedi raggiungiamo la cima de Monte Pecora dov’è situato l’impianto eolico. Il suono ipnotico di quel gigante si fa sentire tanto quanto è il vento che soffia. Una volta arrivati alla sua base ci si accorge veramente di quanto si grande la struttura d’acciaio e di quanta può essere l’energia che viene prodotta grazie ad essa. Un paio di indicazioni illustrano il funzionamento e i dati tecnici: 103 metri di altezza, 65 metri di diametro totale delle pale producono oltre 2 milioni di kW/anno. Energia pulita, mi piace.

Ritorniamo a casa attraversando Bolca e quelle strade “avventurose”, ma quella è un’altra storia.

 

 

Qui il giro: http://goo.gl/maps/lxJkO

 

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