Il viaggio in moto da due punti di vista

Lago di Garda ovest

Sono stato poco presente qui nell’ultimo mese, ma non ho avuto molto da raccontare: la pioggia di ogni fine settimana di questo maggio appena passato non mi hanno concesso molte uscite, e siccome di pioggia per quest’anno ne ho già presa troppa preferisco rimanere a casa a poltrire. E poi ci aggiungo che la moto ha le sospensioni davanti che lavorano male e il manubrio sfarfalla troppo; ora è dal meccanico, ho già programmi per il weekend di metà giugno e spero vivamente che il cavallo d’acciaio sia in gran forma per quei giorni!

Domenica ho voluto provare gomme nuove e il comportamento della moto facendo qualche km: Salò mi sembrava la destinazione giusta per testare varie condizioni di guida. L’intento era quello di visitare il Vittoriale degli Italiani, poi però una volta raggiunta la biglietteria della struttura una delle guide ci comunica (mentre eravamo in colonna per acquistare il biglietto) che i posti per visitare la casa di D’Annunzio erano terminati, in quanto ci possono entrare al massimo 800 persone al giorno per motivi di sicurezza dell’edificio. La guida, dopo essere stata giustamente assalita da una signora che non voleva sentire ragioni e blablabla, aggiunge che nel loro sito è specificata questa clausola. Ma a dire il vero, nella sezione del loro portale dedicata alle informazioni c’è una frase troppo ambigua che recita: Il numero di biglietti per il percorso A disponibili ogni giorno è limitato dal numero di turni della visita guidata.” L’attrazione principale di tutta la struttura è proprio la casa, e io e consorte non siamo disposti a spendere la bellezza di 9 euri (16 per visitare tutto) per vedere solamente il giardino, così alziamo i tacchi e ce ne andiamo. Con disprezzo.

Sarebbe la terza volta che tentiamo di andare in quel posto, ma per un motivo o per un’altro non ci riusciamo mai. Peccato anche perché ci siamo dovuti fare più di un’ora per superare la colonna di auto che usciva da Desenzano del Garda diretti a quelle poche “spiagge” del lato lombardo del lago. Decidiamo così di concludere la giornata dirigendoci a Riva del Garda, però proseguendo lungo la strada che costeggia a ovest il lago, passando per Limone sul Garda. Con un po’ di fortuna, durante l’ora di pranzo siamo riusciti ad affrontare il percorso con poche difficoltà: da giugno a metà settembre infatti la strada perimetrale è impraticabile con qualsiasi mezzo, e in moto si rischia di farsi del male a causa di automobilisti, scooteristi e motociclisti sprovveduti e/o senza esperienza.

Proseguendo nel poco traffico della gardesana occidentale, alla velocità di 60 km/h, raggiungiamo in poco tempo l’estremità a nord, e per la prima volta quest’anno affrontiamo il Pian delle Fugazze e le solite tante curve e il solito vigile pronto a fermare i centauri che sfrecciano su quel percorso. Il problema stavolta è stata la discesa, il manubrio della moto trema troppo. Non mi rimane che aspettare che il buon “Mirko il meccanico” la sistemi.

 

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