Il viaggio in moto da due punti di vista

La prima volta in Toscana

La prima volta non si scorda mai, sia per la prima visita della Toscana e sia perché è stato il primo viaggio in moto così lontano da casa.

Il tutto è successo nel 2012, in aprile, approfittando del ponte dopo il giorno della liberazione. Io e A. avevamo bisogno di andar via qualche giorno, i mesi precedenti erano stati molto pesanti, lunghi e bui, per via di qualche problema in famiglia. Avevo acquistato la moto nuova da poco e avevo una gran voglia di provarla seriamente, mettendo alla prova anche pilota e passeggero:  c’è stato anche un lavoro piuttosto duro per convincere la morosa che non voleva saperne di usare la moto per viaggiare. Intanto nelle settimane precedenti, avevo ordinato le valigie laterali, complete di telaietti, peccato che il mio meccanico di fiducia ha sbagliato l’ordine, costringendomi così a partire solamente con il bauletto e una borsa magnetica che non era compatibile con la copertura in plastica del serbatoio.

Cosa portare per un viaggio in moto di 3 giorni (e 2 notti)?
Avevo un po’ di timore, dopotutto era la prima volta che restavo fuori casa con un mezzo come la moto (l’anno precedente io e A. abbiamo fatto un minitour del Veneto, ma in compagnia di un altro motociclista), e vista anche la mezza stagione ho preparato inutilmente di tutto: 2 paia di jeans + i pantaloni da moto, 3 t-shirt a manica lunga, 1 maglione in pile, imbottiture invernali per la giacca e per i pantaloni, tuta termica, antipioggia, set di chiavi da meccanico, kit ripara pneumatici rapido, una torcia, e altre cose che non ricordo. Oltre al bagaglio di A., e il tutto in un bauletto da 52 litri e una borsa da serbatoio. La borsa ovviamente non potevamo lasciarla incustodita sulla moto, quindi ce la portavamo sempre con noi, anche se pesava tantissimo. Un grave errore che ho addirittura ripetuto nei Balcani, senza considerare che in quest’ultimo tour avevamo rotto anche la tracolla.

In realtà bastava un quarto di quel materiale: cosa cavolo potevo farmene del kit di chiavi? Avevo pensato che avrei potuto aggiustar la moto se avesse avuto qualche guasto, peccato che io di lavoro mi occupo di marketing, e non di meccanica, e che basta solamente avere un assicurazione con assistenza stradale per evitare  di finire nei guai…
La lezione è stata comunque utile, ora con me porto sempre la bomboletta ripara pmeumatici, l’antipioggia se rimango fuori casa più di 2 giorni, le solite cose per l’igiene, e la macchina fotografica. Di quest’ultima non riesco porprio a separarmene.

Cosa vedere in Toscana in meno di 3 giorni?

Giorno 1
Provenendo noi da nord, ci siamo fermati a Marzabotto (BO), per vedere il museo nazionale etrusco, per poi attraversare Castiglione dei Pepoli e finire a Barberino del Mugello per pranzo, dove abbiamo assaggiato un po’ di toscanità nel ristorante L’Oste in Piazza: mi ci ero già fermato altre volte in compagnia di un amico, in occasione di qualche giro in Futa. Nel pomeriggio facciamo un rapido giro del Lago di Bilancino poco lontano da lì, per poi dirigerci verso l’hotel che avevamo prenotato a Calenzano (FI). Una volta appoggiate le valigie in camera, però siamo di nuovo in sella per fare un giro veloce e fuori programma alla vicinissima Prato. In moto si arriva quasi sempre prima del previsto. Poi la sera cena in una pizzeria poco lontano e a nanna presto: eravamo distrutti.

Giorno 2
Non avevamo previsto prima cosa visitare in Toscana, eravamo partiti quasi alla sprovvista, se non con qualche idea di base: tra queste c’erano la visita ai borghi di San Gimignano e Volterra nella bellissima provincia di Siena: nell’immaginario collettivo quando si pensa alla natura e alla Toscana l’immagine giusta è la provincia di Siena, che è proprio bella. Mi ricordo di qualche particolare di quel giorno, tra cui le bruschette magnifiche mangiate a San Gimignano (di cui il gestore ci confessa che usa pane che arriva dalla provincia di Vicenza…), il caldo (alla faccia dell’imbottitura del giubbotto che avevo portato), e di un egregio fisarmonicista che suonava la Toccata e Fuga di Bach in piazza del duomo a Siena. Ah, anche i tavolini messi in bolla con centimetri di legno in più sotto alle gambe, viste le discese vertiginose. Per strada avevamo appunto visto le indicazioni per la città del Palio più famoso d’Italia, e visto che avevamo qualche ora a disposizione ci siamo diretti anche verso questa bella città.

Per cena, visti i pochi soldi a disposizione, siamo andati a fare la spesa in un centro commerciale vicino all’hotel e ci siamo portati in camera un paio di insalatone pronte, un pezzo di pecorino e un po’ di pane. La classica cena di un re. Chiaramente la sera eravamo troppo stanchi per uscire e quindi passiamo la serata davanti alla TV e programmando il viaggio di ritorno del giorno seguente.

Giorno 3
Volevamo essere a casa piuttosto presto, possibilmente prima di cena, quindi per finire quel breve tour avevamo deciso di visitare velocemente Firenze. Una città non a misura di moto, specialmente se carica di bagagli legati con un elastico da portapacchi e soprattutto a due turisti in moto alla prima esperienza. Il traffico di quel sabato era intenso e abbiamo parcheggiato il mezzo nel primo buco disponibile, vicino al centro storico. In 3 ore a Firenze non si visita nulla, si vedono a malapena da fuori i monumenti principali, e si pranza con qualcosina, di fretta in un bar. Davanti a noi avevamo più di 260 km da fare, e il buon Google Maps prevedeva 4 ore di viaggio. Volevo anche far vedere ad A. la mitica Futa e Raticosa, e con più qualche pausa in mezzo, siamo arrivati a casa alle 18 in punto, io ero stanchino, la mia dolce metà era proprio sfinita.

Nella fretta e nella confusione non ho scattato nemmeno una foto a quei bei paesaggi naturali, ma nella to-do list di quest’anno è già in programma di rifare un piccolo tour da quelle parti, e soprattutto la zona della Lunigiana.
E’ stata bella però questa nostra prima avventura da soli, e rivedendola ora questa “avventura” sarebbe solamente una gita rilassante.

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