Il viaggio in moto da due punti di vista

JulierPass e AlbulaPass

Per quest’estate ho finito veramente, purtroppo. Mi stavo divertendo, ma le ferie son finite…

Il caldo dei giorni scorsi ci stava facendo impazzire, e in 5 secondi netti, senza nemmeno guardare il meteo, ho prenotato un affittacamere a Nauders, in Austria, appena dopo il confine italiano; uno degli obiettivi stavolta era vedere il Lago di Resia.

Giorno 1
I 70 km che separano Merano dal confine austriaco poco più a nord del lago, sono ogni volta una tortura, a causa del traffico intenso e dalla poca possibilità di sorpassare i mezzi che mi precedono. Si deve attraversare tutta la Val Venosta, con i cartelli che indicano “Passo Resia” e “Passo dello Stelvio“. E a proposito di meteo, ho scoperto dopo aver prenotato che le previsioni erano piuttosto pessime: arrivati a 30 km dal bivio che separa i 2 passi, siamo costretti a ripararci dalla pioggia in una pizzeria che troviamo per strada. Le cameriere, sebbene siamo ancora abbondantemente in territorio italiano, non parlano la nostra lingua… Non sopporto più questa cosa.
Ripartiamo dopo pranzo, indossando gli antipioggia (#1), verso il lago, dove leggiamo la rabbia dei cittadini nei confronti del governo fascista che ha distrutto l’allora città per costruire l’attuale diga e a raccontarne la storia è il campanile sommerso, l’unico e ultimo testimone rimasto, che ora si fa ammirare da tanti turisti. Dopo la breve sosta, ne approfittiamo per vedere la parte di Tirolo che l’anno scorso non avevamo visto, scendendo quindi attraverso la gola che segna il confine con l’Engadina, lungo il percorso del fiume Inn che scorre colorandosi di azzurro lungo tutto il percorso. Noi ci fermiamo per una breve sosta a Landeck percorrendo una cinquantina di km. Torniamo in tempo per la cena, dove divoriamo un piatto di spatzle con formaggio e cipolla fritta. Divini.
La camera dove alloggeremo per due notti è alle porte di Nauders si chiama Gartenheim Sigrid. Peccato per le tende troppo chiare in camera, che fanno filtrare troppa luce già dall’alba. Questa è un’altra cosa che digerisco a fatica dei popoli “nordici”, oltre alla mancanza di bidet e i letti con piumoni corti e cuscini enormi. Nauders comunque è una località tranquilla e fresca (6 agosto: 20° C) e con un sacco di hotel e affittacamere, tutti con garage per moto; addirittura ci sono un paio di pub dove passare la serata!

Giorno 2
Ci svegliamo stanchi, e dopo colazione decidiamo di partire alla volta della Svizzera, a pochi km da noi, sapendo della pioggia che ci aspettava. E puntuale, dopo essere partiti siamo costretti a fermarci per indossare gli antipioggia (#2). La tentazione di tornare indietro mi passa più volte per la testa, ma Zavorrina mi convince a proseguire: mancano pochi km a St. Moriz e quindi al Julierpass. Ci fermiamo però a Silvaplana a comprare un paio di calzini asciutti per A. che ha scoperto che i suoi stivali non sono waterproof: 17 euro. Cara la mia Svizzera. Penso che il prossimo viaggio che faremo, l’acquisto di un paio di calzature serie per lei è indispensabile, e sicuramente porteremo con noi un paio di calzini in più.
Il passo è a pochissimi chilometri dalla cittadina e arrivati sulla sommità c’è una strada che attraversa il ghiacciaio, di una bellezza unica: c’è poca gente, vista la pioggi di oggi, e questo le rende ancor più bello. Prendo nel piccolo rifugio gli adesivi per me e una calamita da frigo per Madre, e il commesso mi fotte 11 euro, sorridendo con cordialità. Caro…
Scendiamo per la larga discesa verso Tiefencastel, e da lì le indicazioni ci portano direttamente sull’Albulapass, scalando una difficile salita stretta che nella prima parte attraversa una gola e passa sotto ai ponti costruiti per far passare il famoso trenino rosso; la pioggia e il freddo rende più difficile il tutto e mi fermo per un cambio guanti, e per scaldarmi le mani. Subito però si apre davanti a noi un paesaggio stupendo, con le formazioni montuose dovute al ghiaccio. Ora si aggiunge anche il vento forte, che porta via anche me. Il rifugio è chiuso e non posso prendere l’adesivo, maledizione -ci dovrò ritornare sul quel passo-.
Ripercorrendo la strada verso la nostra camera, ci fermiamo a mangiare 2 squallidi sandwich (13 euro), e poi, in territorio austriaco prendo una stecca di cioccolato ripieno di crema catalana. Ecco una delle cose buone della confederazione elvetica oltre alle alpi: il cioccolato Lindt (prodotto in Francia). E stasera per cena, tocca ad un kebab tirolese.

Giorno 3
Ripartiamo tardissimo oggi, tanto la meta è il caldo della pianura padana. Prima però i 70 e rotti km che ci separano lentamente da Merano; a metà strada ci togliamo gli antipioggia che avevamo messo la mattina prima di partire, viste le brutte nuvole. Prima della tangenziale per Bolzano ci fermiamo a mangiare nel mitico giardino dello stabilimento della birra Forst. E finalmente i canederli che nell’Osttirol non abbiamo trovato. E contenti ci dirigiamo verso casa, indossando ancora una volta gli antipioggia a in autostrada verso Trento (#4), togliendoli a Rovereto, e per indossarli nuovamente sul Pian delle Fugazze (#5). Li togliamo a Schio dove ci aspetta il caldo e l’afa.

E comunque, son capaci tutti di far strada col sole.

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