Il viaggio in moto da due punti di vista

Il quarto solito resoconto

Non ho molto da raccontare stavolta, ma penso si sia visto anche dal numero di aggiornamenti pubblicati quest’anno.

È successo che sono cambiate tante cose, a partire da un appartamento per me e per Ambra, un lavoro a dopo indeterminato (finalmente, dopo tanti anni di sacrifici), e la mancanza di tempo mista alla solita pigrizia domenicale.
Un mix, che da una parte ha tolto spazio al vagabondare in moto, ma che dall’altra ha portato (finalmente, dopo 9 anni) ad un passo successivo il rapporto tra me e la mia compagna: la convivenza.

Devo dire anche, che dopo essere rimasto a piedi, la fiducia sul mezzo è crollata fino a farmi rinunciare a muovermi oltre ad un certa distanza da casa (senza considerare che sarei andato in giro sempre da solo, Ambra ha lavorato principalmente nei weekend negli ultimi 5/6 mesi). Ho sentito la stanchezza nella mia povera V-Strom, la batteria nuova ha cominciato a cedere sotto il peso degli accessori elettrici, le sospensioni hanno subito più sollecitazioni per cui erano state concepite. Voler girare off-road a tutti i costi con una moto del genere non è stata la migliore decisione. Anche se sono fiero di aver portato quella povera moto in luoghi non proprio adatti a lei.

Qualche giorno fa, spinto dalla curiosità e dalla tanta pubblicità della nuova Africa Twin, sono andato in un concessionario Honda per provare quello che le riviste di settore hanno annunciato come la definitiva e degna erede di un mito degli anni scorsi. Non ho mai avuto occasione di guidare la vecchia regina del deserto, ma la nuova mi ha proprio convinto… Oltre ad essere bella bella bella in modo assurdo, è anche esaltante e semplice da guidare: un bel motore che spinge forte, bel sound, zero vibrazioni, sicura in frenata. Secondo me hanno proprio fatto centro.
Peccato che ad oggi, non esistano ancora accessori aftermarket Givi, Touratech o simili (bauletti, paramotore, ecc… gli originali costano esageratemente). Sono molto tentato di tradire Suzuki…

Se invece vogliamo fare due calcoli, il contachilometri si è fermato a meno di 43000 km e con solo un paio di spunte dalle voci previste l’anno scorso (Bonnette e Iseran, e Malta High Alpine Road).

Riprovo a scriverla nuovamente quella lista, vediamo se il nuovo anno porta a nuovi viaggi (in ordine di priorità):

  • Gran Sasso
  • La mitica “Eroica” in Toscana
  • Cinque Terre / Massa e Carrara
  • Colle del Sommeiller, Col du Jandri (da capire la fattibilità)
  • Francia (Costa Azzurra e Provenza)
  • Svizzera (i passi che mi mancano…)
  • Albania la Bosnia e gli stati dell’ex Jugoslavia
  • Corsica
  • Capo Nord

E magari da fare con una nuova moto…

Tutto sommato però, finita la solita giornata di lavoro, mi distendo felice sul divano Ikea, con le gambe che vanno a finire sul tavolino Ikea. Sotto alle mie gambe sento che inesorabilmente la morosa ci infila i suoi piedi freddi alla ricerca del mio calore. Ma ancora oggi mi guardo intorno e soddisfatto delle scelte fatte vado a dormire sereno.
E molto spesso invito parenti ed amici, per condividere questo nuovo spazio, questa nuova vita.

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