Il viaggio in moto da due punti di vista

Gloria a voi, gnocchi del Grappa

Dopo tanto tempo di digiuno, finalmente arriva una domenica con una temperatura mite e con la presenza di un bellissimo sole. Onestamente stavo aspettando da tanto tempo una giornata del genere, e già qualche giorno prima con il buon MJB (e la sua faccia pelosa, quasi quanto chewbacca), avevamo programmato una prima uscita motociclistica fuori dai nostri soliti colli. E finalmente lui si è deciso a far partire l’assicurazione su quella dannata moto con l’elica.

Domenica mattina mi sveglio, fuori c’è il sole e nulla può rovinare la giornata. La Zavorrina rimane a casa a finire la tesi. Ritrovo alle ore 10 in officina di MJB dove alle 10.20 ci raggiunge anche Flavione, con un ritardo mostruoso e senza portafogli. E senza soldi. E senza documenti.

E aveva pure freddo: “Matia, gheto on foio de jornale? (Mattia, hai un foglio di un giornale?)” – Chiese il Flavione che nel frattempo stava alzando la temperatura delle manopole riscaldate.
Avevo già sentito di questa tecnica ancestrale dai racconti degli anziani del paese, che narravano che per proteggersi dal freddo dell’inverno nei loro spostamenti in bici o in motocicletta, usavano mettersi sul petto un foglio di un quotidiano che fungeva da antivento, sotto alla giacca o al paltò. Fù così che MJB donò a Flavione un foglio di un planner settimanale in una buona carta, da almeno 120 gr/mq.

Modalità scudo termico: ON!
Per fortuna c’è la tecnologia…

Inizialmente avevamo optato per l’Altopiano o per i Lessini per vedere un po’ di neve, e invece in autostrada abbiamo optato per mangiare un piatto di gnocchi di patate con i formaggi di malga. Del monte Grappa ne ho già parlato qui, e degli gnocchi ne ha parlato La Zavorrina qui.

Mi son divertito, ho spezzato il digiuno di chilometri e di gnocchi con i formaggi di malga. Poi in un paesaggio come quello del Grappa non c’è nulla di meglio. Per la seconda volta riesco a fotografare la laguna di Venezia, dai 1775 metri della cima e tutte quelle distese ricoperte di neve vergine rendeva il paesaggio immobile, come in una cartolina. E la sensazione di passare in moto tra quei muri di neve alti più di 2 metri è assolutamente ineguagliabile.

Come primo giro semiserio di poco più di 200 km è stato ottimo anche per provare la nuova super-sella-super-comfort e i riser Touratech. Si, proprio Touratech: ogni tanto qualcuno si degna a far qualcosa per noi poveracci con la moto made in Japan e senza elica.

Ah, 2 di noi su 3 avevano la barba. Voi sapete come si chiama un uomo senza barba?

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2 Comments

  1. MJB 26 febbraio 2014

    Allora intanto il giro non è stato niente male, solo 2 cose hanno abbassato il grado di felicità del sottoscritto:
    1) l’assenza del Gabry, l’unico oltre a me con una moto seria;
    2) le aspettative createmi dal titolare del blog, il quale decantava gli gnocchi del rifugio Bassano come il cibo degli dèi. Onestamente tali gnocchi li fa meglio anche mio papà quando ha la febbre.

    MJB

    • Infiammabile 26 febbraio 2014 — Post Author

      Ti rispondo in ordine:
      1) quella moto seria, come la chiami tu, perde kg di olio;
      2) de gustibus, a me piacciono un sacco; tu però hai leccato pure il piatto… A sto punto son curioso di provare la rinomata cucina del tuo papà, quando non ha la febbre

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