Il viaggio in moto da due punti di vista

Forcella Lavardet

Tempo di ferie, dopo il recente trasloco e tra una gita e l’altra all’Ikea ci siamo regalati qualche giorno immersi tra Dolomiti e alcune strade alpine in Austria (Strada Alpina del Malta e Nockalmstrasse).

Nell’itinerario che avevo previsto per il ritorno, per passare a mangiare un po’ di salumi della macelleria Vecchia Sauris e bere quella birra eccezionale, dovevamo spuntare una delle famose voci della mia todo list e fare tappa alla Forcella Lavardet, che collega la provincia di Belluno e la provincia di Udine. Avevo letto qua e là ne web di questa strada chiusa al traffico, mai finita a causa di lavori e frane.

La sete di percorrere qualche bel percorso in fuoristrada si fa sentire sempre più spesso, ma i vari report trovati nei forum (anche poco aggiornati) mettono in risalto i 14 tornanti molto suggestivi della Forcella Lavardet, tralasciando di quanto sia malridotto il resto del percorso: di 15 km totali, almeno due terzi del tracciato sono sterrati, e l’ultima parte è messo molto male. Specie se percorsi con mezzi poco adatti, carichi di bagagli e con zavorrina al seguito. La scelta di fare quella strada non è stata delle migliori: da subito si incontra l’asfalto molto sporco, misto a sterrato facile; dopo i tornanti la strada diventa bianca, ripida, bagnata e con molte pietre appuntite e grosse che ci hanno fatto sudare non poco. Ho chiesto ad A. di proseguire a piedi per almeno 1 km, non riuscivo a tenere in piedi la moto su quel fondo troppo sconnesso. Forse da solo e senza bagagli mi sarei sentito molto più tranquillo, ma ormai eravamo in ballo.
Tutto il percorso è molto suggestivo, su questo non ci sono dubbi, si attraversano ponti in ferro da ultimare, si vedono molte frane, e si attraversa un bosco. Poi quei tornanti, sono belli forse perché la natura si sta riprendendo tutto quello che una volta era suo: le piante e le erbacce spontanee stanno ricoprendo tutto.

Noi l’abbiamo fatta da Campolongo in direzione Vigo di Cadore, in salita fortunatamente. Sconsiglio di farla al contrario, e sconsiglio di percorrere il tratto indicato a chi non ha esperienza in offroad con maxi enduro. In ogni caso, armatevi di un kit per la riparazione dei pneumatici e di molta pazienza. Noi siamo riusciti a percorrere gli ultimi 5 km in mezzora…

Qui potete scaricare il file gpx.

L’ultima foto della gallery l’ho trovata nei tanti articoli di cui sopra, scattata da “kiosul”.

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