Il viaggio in moto da due punti di vista

Fa freddo

Dicono che in inverno non si va via in moto. Ma chi non va in moto d’inverno non sa cosa si perde, a parte il freddo.

Poi la tradizione vuole che a fine gennaio ci siano anche i cosiddetti “giorni della merla” a mettersi contro il viaggiare a 2 ruote. Ma fino all’ultimo minuto prima di partire non si teme nulla… Con me c’è @strettissimo e ancora indecisi se optare per i Lessini o per il Lago di Lavarone, decidiamo di andrare verso la località trentina. Si va con calma oggi, il freddo è pungente e le strade in pianura sono sporche di ghiaino e sale per via del ghiaccio; dopo aver attraversato buona parte della provincia di Vicenza comincia la salita verso il trentino.

Le condizioni dell’asfalto sono meglio di quanto credevamo e in poco tempo arriviamo al lago, anzi, SUL lago: una distesa di ghiaccio spesso 30 cm dove ad aspettarci c’erano un gruppo di esercitazione della protezione civile che spediva sommozzatori sotto al ghiaccio. Poi quelli pazzi siamo noi ad andare in moto d’inverno, vero?

La salita continua verso il Passo Vezzena, e il paesaggio è meraviglioso e scattare foto è un obbligo; si prosegue lentamente attraversando il paesaggio, tra gli occhi dei sciatori che guardano sorpresi ‘sti 2 motociclisti. Il percorso prosegue nell’ombra, sulla strada ghiacciata verso l’altopiano di Asiago dove ci fermeremo a mangiare qualcosa. La prossima volta devo affilare meglio le ruote.

Ultima tappa: la famosa Costo (s.s. 349) che da Piovene Rocchette porta ad Asiago. Bella, ma basta, ci sono troppi imbecilli in moto tutto il tempo dell’anno, di quelli che fanno a gara a chi si schianta più velocemente.

Rientriamo presto oggi, ma ci siamo goduti tutti i km e tutto il paesaggio.
Qui il giro http://goo.gl/maps/0lC92

 

 



 

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