Il viaggio in moto da due punti di vista

Codice della strada per ciclisti

Pochi giorni fa avevo scritto un bel post, con tanto di video, per illustrare alcuni percorsi fuori strada percorribili sui Colli Euganei.

(Se volete leggere subito il codice della strada per ciclisti andate in fondo alla pagina)

Non l’ho pubblicato, mi è passata la voglia: sabato, in compagnia dei soliti amici +1 nuovo, ho rifatto il medesimo giro, ma qualcosa è andato storto.

Uno sprovveduto ciclista sulla sessantina, ha ben pensato che andare contromano fosse la cosa più giusta da fare per farsi male. Vi descrivo brevemente la scena: larga strada sterrata bagnata, curva cieca a destra, lui sbuca improvvisamente dalla discesa nascosta da una siepe.

Mentre freno già sto pensando a a quanti danni mi farà da lì a poco; lui mi vede e cerca inutilmente di frenare e vedo il panico stampato sulla sua faccia.

PATATRAC!

Io ero quasi totalmente fermo al momento dell’impatto (andavo già molto piano, davvero), perdo l’equilibrio dopo che il ciclista mi si è fiondato in braccio, appoggio la moto a terra dal lato destro e mi rialzo nel giro di qualche istante.
Io sto bene. Vedo lui seduto, appoggiato ad un muro, mi dice che gli gira la testa e vede annebbiato.
È senza casco e senza altre protezioni, e non vuole chiamare i soccorsi.
È anche senza assicurazione.

Lui si è rotto la schiena (crepata una vertebra), sta molto male e ne avrà per 45 giorni; nell’impatto mi ha distrutto il cupolino, i paramani, la strumentazione, le carene e il fanale. Cadendo ho piegato la valigia a destra e ovviamente il terminale di scarico.

 

Morale della favola 1
Sono incazzato come un’ape assassina, mi devo subire più di 2000 euri di spese per riparare i danni (ma ho già contattato un legale) e non potrò girare in moto per un bel po’. Spero di riuscire ad avere la mia moto entro i primi di aprile, ho il collaudo dei pneumatici M+S già fissato alla motorizzazione.

Morale della favola 2
Cari ciclisti della domenica (o del sabato, nel mio caso), imparate a memoria il codice della strada e fatevi una cazzo di assicurazione o tesseratevi con qualche associazione sportiva dilettantistica.
Oppure statevene a casa e non rompete il cazzo al mondo.

Morale della favola 3
Prima del prossimo novembre, in giro per i Colli Euganei io non ci vado più. Purtroppo non era la prima volta che mi trovavo faccia a faccia con qualche sprovveduto ciclista del cazzo che scende a velocità troppo alte e non sa affrontare i tornanti. Questa volta a qualcuno è andata male.

Sembra un post polemico? Si, lo è.
Fanculo cari ciclisti che non rispettate il codice della strada (vale anche per colleghi i motociclisti, autisti, camionisti, ufo).

 

Ecco il codice della strada per ciclisti sprovveduti:

  1. Se il semaforo è rosso, è rosso per tutti. Sganciate quelle cazzo di scarpe dai pedali e fermatevi.
  2. Anche dove c’è scritto STOP dovete fermarvi.
  3. In presenza di piste ciclabili nelle immediate vicinanze della strada, potete tranquillamente usufruirne, non sono a pagamento.
  4. Casco, guanti, paraschiena… potrebbero anche salvarvi la vita, ma tanto voi siete immortali, giusto?
  5. I sensi unici, i divieti di accesso e quegli altri bei cartelli colorati in giro per le strade non sono ornamenti, ma regole che valgono anche per voi (salvo altre indicazioni).
  6. Il campanello non vi rende femminucce.
  7. I fanali anteriori e posteriori vi rendono più visibili, come pure l’abbigliamento fluo. Non vivete in una giungla e voi non avete la necessita di nascondervi dai nemici. O forse si?
  8. Se dovete pisciare il cane, fatelo a piedi.
  9. È bellissimo l’effetto stereofonico di un paio di auricolari che pompano la vostra musica preferita, ma in bici è meglio sentire 4 motociclisti che potrebbero sopraggiungere da dietro una siepe se siete in contromano.
  10. Scattatevi i selfie quando siete fermi al semaforo.
  11. Messaggiate con la vostra amante quando siete fermi al semaforo.
  12. È tassativamente vietato indossare pantaloncini tecnici di colore bianco: quando siete sudati lo spettacolo è raccapricciante.
  13. In fila per tre col resto di due? Sapete cosa recita l’articolo 182 del codice della strada a tal proposito?
  14. Usate il buon senso, è assolutamente essenziale ed esteso soprattutto a tutti coloro che circolano su strada, con qualsiasi mezzo.

 

E sia chiaro: mi dispiace veramente che il ciclista con cui mi sono scontrato si sia fatto male.

 

P.S: Se siete ciclisti sprovveduti e commentate con le solite frasi fatte questo post, vi banno e vi buco le gomme della vostra bici. Se siete ciclisti seri e non volete far inutili polemiche siete i benvenuti.

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3 Comments

  1. Mattia_J 27 febbraio 2017

    Preferisco non scrivere più di qualche riga per evitare querele e denunzie anche se la depenalizzazione dell’art. 724 c.p. ha eliminato la rilevanza penale della bestemmia dalla quale, comunque, può derivare una multa.
    Detto cio’ concludo con un: amici ciclisti, anche se non sono Dredd, ricordate: la legge è uguale per tutti.

  2. Marco 1 marzo 2017

    Aggiungerei il 15º articolo del codice:
    Se le strisce pedonali le han chiamate in questo modo ci sarà un motivo! Non usatele come piste di accelerazione o come piste di atterraggio con svolte di 90º a 18,5 km/h per non perdere la maglia rosa!

  3. Fabio 1 marzo 2017

    Tutta la mia solidarietà per l’ amico motociclista!
    L’ unico commento che mi viene spontaneo è: con questi personaggi che si credono padroni della strada solo perchè, a loro avviso, sono la parte debole dell’ utenza stradale, ormai non se ne può PIU’!!

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