Il viaggio in moto da due punti di vista

Canton Grigioni

Avevo programmato il giro più di un anno fa, e per un motivo o per un altro è sempre saltato.

Parto da solo, quindi, sabato mattina, sfidando il meteo: 40 chilometri dopo la partenza mi devo già fermare per mettere l’antipioggia e aprendo il bauletto però mi si rompe la parte in plastica della chiave. Inizia già bene la giornata…

Prendo l’autostrada e magicamente smette di piovere, e una volta arrivato a Como nel lungolago mi fermo per spogliarmi dell’antipioggia e per sgranchirmi le gambe. Da Bergamo al lago, le strade son piuttosto trafficate e ci metto un sacco di tempo. Da Como a Chiavenna la situazione è ben peggiore, il percorso è stretto e non si riesce sorpassare. Arrivo sullo Splügenpass, arrampicandomi nei tornanti stretti con un ritardo mostruoso rispetto alla mia tabella di marcia. Il passo si apre con la visione del muro della diga, ben visibile anche da lontano per poi seguire una buona parte del perimetro del lago, per scoprire poi il versante svizzero e la strada che sembra disegnata con un pennello. Nella fretta di oltrepassare il confine dimentico di acquistare l’adesivo/trofeo, maledizione!

Ad un tratto Splugen e poi Thusis: la via si intreccia a destra e sinistra di continuo con l’autostrada Svizzera (la vignetta costa 30 € l’anno, non ci sono abbonamenti per pochi giorni), seguendo il fiume che porta a Viamala. L’acqua ha un colore irreale, stupendo. Arrivo a destinazione ma non riesco a visitare nulla a causa del poco tempo che mi rimane.

Nel frattempo sono stanco e confuso, non riesco a trovare la via per andare in albergo; chiedo aiuto ad un signore che trovo nel parcheggio e che cortesemente mi mostra una carta geografica decente: la Guida Michelin che ho acquistato è indecente e non indica nella mappa le città principali, ma solamente alcuni percorsi fatti quasi a caso. Devo rinunciare al percorso che mi ero prefissato per affrontare i 100 km che mi separano da Guarda, passando però per i 2383 metri del Flüelapass. Il lago semi-ghiacciato a luglio e la neve che rimane dipingono quel panorama incantevole. Il freddo invece fa da contorno per tutto il resto.

L’albergo Piz Buin mi aspettava, con una doccia calda, ed una cena molto buona ma troppo cara: 18 euro per un piatto di canederli avvolti in una foglia di bieta… Dopo cena faccio un giro nel borgo, a 1700 metri, con le case che raccontano storie in romancio: tutte le porte e i muri son decorati con scritte e disegni. La mattina seguente mi sveglio presto e faccio un ottima colazione, nel giardino, tra papaveri e alpi.

On the road again. Via per St. Moriz che vedo dal lago e subito mi dirigo per il Berninapass, un altro spettacolo della natura. Le rotaie e il famoso trenino rosso che prende il nome dal passo, mi accompagna in tutto il percorso fatto. Scendo verso l’Italia passando per l’Aprica e scendendo in Valcamonica. Mi fermo a pranzare ad Iseo, in riva al lago, e poi a casa.

Solo, stanco e felice. A casa c’è qualcuno che mi sta aspettando e che non vedo l’ora di rivedere, dopo l’ultima litigata di qualche giorno fa.

 

 



 

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