Il viaggio in moto da due punti di vista

Da Bolzano a Vipiteno

Uno dei miei obiettivi è di “toccare” tutti i passi del Veneto e del Trentino. Stavolta, in occasione della Festa dei Canederli di Vipiteno decido di concedermi 2 giorni di enogastronomia sudtirolese.

La prima tappa è il Passo Manghen: mi avevano detto che non era facile, ma una strada così stretta non me l’aspettavo, e già che ci siamo, mettiamoci pure le mucche al pascolo. Con la moto completa di valigie laterali poi, non è stata proprio una passeggiata… Ma la difficoltà rende il traguardo più bello, direi che merita una visita.

Per arrivare a Bolzano, da Cavalese attraverso il passo Lavaze, e cercando inutilmente il Passo Nigra che non sono riuscito a trovare. Belle strade però si sale e si scende bene per una cinquantina di km. Dopo una galleria spunta Bolzano e il tipico caldo, anche a settembre, che ci accoglie con l’inaspettata festa dedicata al Re Laurino: buon birra, buoni bretzel e wurstel bianchi accompagnati dalla senape dolce, con contorno di insalata di patate, per finire con strauben con mirtilli rossi (frittelle a forma di spaghetti, ben più spessi). Che favola!
Ci spostiamo di pochi metri, facendoci spazio tra la gente, per andare al museo dove si trova Otzi, la mummia di 5000 anni ritrovata nel recente 91 nelle alpi a pochi metri dal confine austriaco; la scoperta ha fatto riscrivere la storia, e nel museo dedicato si possono ammirare addirittura il vestiario e accessori annessi. La mia archeologa di fiducia mi informa su tutto, entusiasta. “Una cosa per me e una per te” mi dice, e quindi via in moto un’altra volta, verso il mio vero obiettivo del giorno.

Subito fuori da Bozen comincia la salita e le gallerie che portano verso Sarentino e poi al Passo Penns: dopo la salita qualche paesino con qualche hotel in un altopiano incantevole e poi si sale ancora attraverso quella strada che si vede arrampicarsi nella montagna di quel tipico colore verde tra le rocce rosa dolomitico. Pausa foto e si riparte e siamo subito sul Penserjoch: son proprio questi i panorami e i passi montani che adoro. Il percorso è bello e la discesa verso Vipiteno è corta; all’improvviso l’indicazione per Pruno, quel piccolo borgo incantevole dove abbiamo soggiornato l’anno scorso.

Le giornate cominciano ad accorciarsi notevolmente e abbiamo ancora un’ora di luce a disposizione: non ci fermiamo e ci dirigiamo verso la val Pusteria, dove alloggeremo in un appartamento favoloso e a pochi soldi. Facciamo in tempo a fare una spesa veloce in uno dei pochi supermercati ancora aperti (e son solo le 18,30 di sabato) e poi la serata scorre in un lampo dopo la cena. Mi sono addormentato sul divano, alle 9 e mezza…

Come al solito, la mattina siamo sveglia alle prime luci che filtrano tra le tende, e dopo un po’ di ozio a letto, dopo aver realizzato che il meteo non era a nostro favore, dopo aver preparato gli antipioggia, ritorniamo a Vipiteno. E ogni volta che ci metto piede, piove. Facciamo un rapido giro tra i 300 metri del tavolo che attraversa la cittadina, e dopo aver consultato i tanti menù ci siamo seduti al riparo dalla pioggia. Intanto un Hugo, l’aperitivo tipico a base di prosecco e succo di sambuco, per poi aspettare che aprano le cucine per mangiare finalmente i canederli, che hanno un po’ deluso le aspettative.

Mangiamo prestissimo per partire prima che arrivi quel diluvio che minacciava sopra alle nostre teste e dopo aver indossato gli antipioggia, in poco tempo siamo sul Passo Palade, attraversando un bel piccolo borgo medievale. Poi è la volta del Lago Smeraldo, sulla strada che ci porta sul passo della Mendola. Ne avevo sentito parlare bene, ma pioggia a parte, non mi sembra tutta sta meraviglia di strada e di panorama.

Sempre minacciati dalla pioggia, scendiamo a Mezzolombardo nella bella Val di Non e poi via a casa.
Oramai gli antipioggia sono diventati un’abitudine.

 

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