Il viaggio in moto da due punti di vista

Africa Twin

La mia cara V-Strom avrà un nuovo proprietario… Dopo aver provato (e sognato) la nuova Africa Twin, ora sono contento di averne una in garage. Non nascondo che mi è dispiaciuto molto di lasciare  la vecchia moto, quella che ha accompagnato me e A. in tante avventure. Ci eravamo affezionati.

Inutile dire di quanto questa nuova regina del deserto sia perfetta, stabile e semplice da guidare, su qualsiasi terreno o asfalto – o almeno per quei pochi chilometri che ho potuto fare in meno di un mese. Ho letto praticamente tutte le recensioni scritte dai piloti professionisti delle tante riviste di settore. Non essendo io un professionista, posso dire che (oltre ad essere d’accordo con quanto letto) il senso di sicurezza e affidabilità una volta saliti a bordo è completa; la ruota anteriore da 21 pollici consente di controllare il mezzo anche nelle strade sterrate difficili, con quel ghiaione non battuto. Oltre ad avere un bel motore che spinge forte ai medi, sicuramente il punto di forza di questa moto sono le sospensioni, che assorbono in maniera ottimale tutte le irregolarità dell’asfalto, consentendo così anche lunghi percorsi senza affaticare troppo la schiena.

Due (ma al momento tre) i difetti:

  • Il vano sottosella è minuscolo, ci si trova a malapena lo spazio per i documenti. Figurarsi a voler mettere una bombola di fast per i pneumatici.
  • Pur essendo ben progettata per far scivolare via l’aria, a chi è alto più di 180 cm è indispensabile il capolino maggiorato (l’ho provato solamente nel test drive dal concessionario). Ero abituato a tenere il casco modulare sempre aperto, ora non ci riesco più. Il fruscio sul casco chiuso è forte, e la conversazione via interfono con la mia compagna è difficoltosoa causa del rumore (anche l’AT stessa non è tanto silenziosa).
  • Mancano gli accessori aftermarket, in primis i supporti per le valigie (Givi e Touratech). Sto aspettando impazientemente, visti i prezzi esagerati degli accessori originali.

 

I sacrifici economici non saranno pochi, spero solamente che siano poi ripagati dai tanti viaggi che ho in progetto (da qui a 10 anni almeno).

E a tal proposito, sto cercando qualche sponsor… Ed ecco anche un nuovo indirizzo dove raggiungere questo sito, per due.

Già, perché tutti parlano sempre e solo di viaggi in solitaria o in gruppo (di moto), ma chi divide la sella con il pilota non ha il giusto “spazio” nel racconto; anche le esigenze del co-pilota son diverse, mi sembrerebbe giusto dar voce alle esperienze vissute di entrambi. E magari collaborare con qualche brand per poter sviluppare maggiormente questa idea.

Next Post

Previous Post

Leave a Reply

© 2017 Due In Sella

Licenza Creative Commons
Quest'opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 4.0 Internazionale.